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Salario Minimo: Trappola per i Giovani o Necessità?

Il timore è legittimo: alzare il costo del lavoro può creare una barriera d’ingresso per chi ha meno esperienza? Qui confronto i dati ISTAT 2025 con il precedente tedesco.

L’anomalia italiana

Il Rapporto Annuale ISTAT 2025 conferma una stagnazione salariale quasi unica in Europa. Mentre i profitti delle imprese hanno retto, molti salari reali hanno perso potere d’acquisto: è il contesto in cui cresce il fenomeno dei lavoratori poveri.

La combinazione di bassa produttività, contratti precari e part-time involontario ha frenato le retribuzioni, soprattutto per giovani e donne.

La lezione della Germania

Nel 2015 la Germania introdusse un salario minimo di €8,50 l’ora. Anche allora la preoccupazione era la stessa: meno assunzioni, in particolare tra i giovani. L’effetto osservato fu diverso: i redditi del 15% più basso aumentarono di circa il 15%, mentre la disoccupazione non registrò il temuto crollo dell’occupazione.

Chi ne beneficerebbe

I dati ISTAT individuano gruppi con una forte esposizione al lavoro a basso reddito:

Fonte: elaborazione su Rapporto Annuale ISTAT 2025, p. 99.

La questione NEET

L’obiezione è intuitiva: se il lavoro costa di più, una micro-impresa potrebbe assumere meno giovani senza esperienza. Tuttavia, senza un salario minimo legale l’Italia registra già uno dei tassi di NEET più alti d’Europa: 15,2% tra i 15 e i 29 anni.

Una parte del problema non è quindi soltanto la domanda di lavoro. Salari d’ingresso insufficienti rispetto al costo della vita, rischio di povertà lavorativa e scoraggiamento possono rendere l’inattività più probabile. Un minimo orario, ad esempio €9, crea due forze contrapposte: un possibile freno alle assunzioni marginali e un lavoro che torna economicamente conveniente rispetto all’inattività.

Conclusione

Il rischio di effetti sulle assunzioni esiste e merita attenzione, soprattutto nelle imprese più piccole. Ma l’evidenza empirica disponibile e il precedente tedesco non indicano un aumento automatico dei NEET. Un salario minimo ben calibrato potrebbe invece ridurre il lavoro povero, rendere il lavoro più attrattivo e spingere parte dell’economia verso maggiore produttività.

Fonti e studio originale

Dati elaborati da Rapporto Annuale ISTAT 2025, OECD Employment Outlook e German Federal Statistical Office (Destatis). Questa è una ripubblicazione del mio studio originariamente pubblicato su RisparmierAI.

Leggi lo studio originale su RisparmierAI →