L’anomalia italiana
Il Rapporto Annuale ISTAT 2025 conferma una stagnazione salariale quasi unica in Europa. Mentre i profitti delle imprese hanno retto, molti salari reali hanno perso potere d’acquisto: è il contesto in cui cresce il fenomeno dei lavoratori poveri.
- −2,9% — salari reali italiani tra il 1990 e il 2020.
- +17% — inflazione recente che ha eroso il potere d’acquisto non recuperato dai rinnovi.
- 11,5% — lavoratori a rischio di povertà pur avendo un impiego.
La combinazione di bassa produttività, contratti precari e part-time involontario ha frenato le retribuzioni, soprattutto per giovani e donne.
La lezione della Germania
Nel 2015 la Germania introdusse un salario minimo di €8,50 l’ora. Anche allora la preoccupazione era la stessa: meno assunzioni, in particolare tra i giovani. L’effetto osservato fu diverso: i redditi del 15% più basso aumentarono di circa il 15%, mentre la disoccupazione non registrò il temuto crollo dell’occupazione.
Chi ne beneficerebbe
I dati ISTAT individuano gruppi con una forte esposizione al lavoro a basso reddito:
- 44,5% — lavoratori nei servizi alla persona.
- 29,5% — giovani under 35.
- 26,6% — donne.
Fonte: elaborazione su Rapporto Annuale ISTAT 2025, p. 99.
La questione NEET
L’obiezione è intuitiva: se il lavoro costa di più, una micro-impresa potrebbe assumere meno giovani senza esperienza. Tuttavia, senza un salario minimo legale l’Italia registra già uno dei tassi di NEET più alti d’Europa: 15,2% tra i 15 e i 29 anni.
Una parte del problema non è quindi soltanto la domanda di lavoro. Salari d’ingresso insufficienti rispetto al costo della vita, rischio di povertà lavorativa e scoraggiamento possono rendere l’inattività più probabile. Un minimo orario, ad esempio €9, crea due forze contrapposte: un possibile freno alle assunzioni marginali e un lavoro che torna economicamente conveniente rispetto all’inattività.
Conclusione
Il rischio di effetti sulle assunzioni esiste e merita attenzione, soprattutto nelle imprese più piccole. Ma l’evidenza empirica disponibile e il precedente tedesco non indicano un aumento automatico dei NEET. Un salario minimo ben calibrato potrebbe invece ridurre il lavoro povero, rendere il lavoro più attrattivo e spingere parte dell’economia verso maggiore produttività.
Fonti e studio originale
Dati elaborati da Rapporto Annuale ISTAT 2025, OECD Employment Outlook e German Federal Statistical Office (Destatis). Questa è una ripubblicazione del mio studio originariamente pubblicato su RisparmierAI.